venerdì 30 dicembre 2011

La cucina degli ingredienti magici

"...quando è a disagio o è triste, cosa fa?"
"Cibo"
"Mangia?"
"No, penso al cibo. A un sapore o a una forma, ai modi diversi di utilizzarlo, a come si cucina una cosa."
"Mi faccia un esempio."
Le dico delle cipolle caramellate. Di come il calore le trasforma. Di come da crude, bianche e croccanti diventano dolci e morbide da sciogliersi sulla lingua..." 
E' un libro dolce e coinvolgente, in cui il cibo è per la protagonista un'ancora di salvezza e uno strumento per raggiungere nuove dimensioni.
Trasmette un senso di familiarità, di tenerezza e allo stesso tempo di pura magia. Le ricette che scandiscono i capitoli sono piccoli episodi di vita vissuta, che riportano alla memoria, e non solo, tempi passati e persone che sono state importanti per la protagonista.

Jael McHenry, La cucina degli ingredienti magici, Corbaccio 2011.

giovedì 22 dicembre 2011

le polpette della nonna

Tutti noi abbiamo sicuramente qualche ricordo legato al cibo oppure un cibo che ci ricorda qualcosa, o, in questo caso, qualcuno.
Quando ero piccola mia nonna preparava per me e i miei fratelli delle polpette meravigliose. In seguito ho mangiato polpette di tutti i tupi ma non ho mai più ritrovato quel sapore.
Fino ad oggi non avevo mai provato a rifarle, ma più aumentava la mia passione per il cibo più cresceva il desiderio di provare. E così, grazie anche a mia zia che fortunatamente aveva assistito più volte alla preparazione delle famigerate polpettine e dunque ne conosceva i segreti, mi sono buttata.
Il risultato è stato commovente. Non saranno proprio come le faceva lei, però il sapore è davvero molto vicino a quello dei miei ricordi.
Non c'è ricetta però, solo qualche dritta sugli ingredienti: niente dosi, chili, millilitri e tempi di cottura.
Le polpettine della nonna, (piccole, mi raccomando!) si fanno con la carne lessa (manzo e pollo direi) e con la besciamella. Niente aglio, niente prezzemolo. Formate le palline con la carne tritata e la besciamella, infarinate e friggete!
Per renderle ancora più saporite potete aggiungere all'impasto un po' di parmigiano reggiano.
Potreste obiettare che non è nulla di tanto speciale, eppure per me è un ritorno all'infanzia, e in questo periodo natalizio ci sta tutto.

venerdì 16 dicembre 2011

la Torta Sacher

Una delle cose belle che mi sono capitate da quando è nato questo blog e che gli amici mi fanno un nuovo, meraviglioso, genere di regalo: mi regalano delle ricette!!!
Così posso sperimentarle, e condividerle su questa mia piccola pagina (solo se autorizzata, certamente!).
La ricetta di oggi è speciale per un sacco di motivi: primo, la Sacher Torte è uno dei dolci che amo di più; secondo: si tratta di una ricetta di famiglia che la mia amica Ingrid mi ha spedito da Vienna; terzo: è la prima ricetta di un dolce che pubblico qui.
I dolci non sono il mio forte, forse perché per farli serve precisione, e io non sono precisa affatto. Infatti devo anticiparvi che, per quanto riguarda l'aspetto almeno, non è stato un successo. La torta non è cresciuta in forno come avrebbe dovuto.... ma con tutto quel cioccolato non può che essere comunque meravigliosa. Grazie Ingrid! (riproverò con costanza però finchè non mi verrà perfetta!!!)

ecco qui la ricetta:

100 g di burro ammorbidito
150 g di zucchero
3 uova
100 g di cioccolato (70% di cacao) sciolto al bagnomaria
150 g di farina (per dolci) mescolato con mezzo cucchiaino di lievito in polvere
1 bicchiere di latte (ca 100 ml)
3-5 buoni cucchiai di marmellata di albicocche
per la glassa:
100-150 g di cioccolato (70% di cacao)
50-70 g di burro fuso

Lavorare il burro, lo zucchero e i 3 rossi d´uovo fino a ottenere un impasto cremoso, incorporarvi poi successivamente la farina mescolata con il lievito in polvere, il latte e il cioccolato sciolto. Per ultimo aggiungere gli albumi montati a neve con un cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale. Mescolare delicatamente, versare il composto in uno stampo e porre il recipiente in forno di moderato calore (180°) per ca. un´ora.
Quando la torta sarà cotta, lasciarla raffreddare a temperatura ambiente, quindi levarla dallo stampo. Tagliarla in due strati e farcirla (secondo gusto anche generosamente) con la marmellata sciolta. Ricoprire di marmellata infine la torta intera, facendo attenzione che venga ben coperta anche la parte laterale.
Per la glassa fare scogliere al bagnomaria il cioccolato, aggiungendo del burro fuso quanto richiede per ottenere una crema densa. Versare la crema tiepida sulla torta e spalmarla con delicatezza usando una paletta.
Secondo la tradizione la torta Sacher non viene decorata, ma si guarnisce ogni porzione di  un buon cucchiaio di panna montata (senza zucchero).

Questa versione casalinga della famosa "Sacher Torte" forse è meno sofisticata ma sicuramente più saporita dell´originale e dunque quella preferita da tutti i ghiottoni.

Ricetta estratta dal ricettario personale di Friederike Lux

Traduzione dal tedesco: © Ingrid Lux, Vienna

sabato 10 dicembre 2011

Quella strada chiamata Paradiso


Siccome sono convinta che il cibo possa avere un ruolo molto importante nella vita e nella storia delle persone, voglio condividere, con chi vorrà leggermi, il ricordo di un film visto tanto tempo fa. Sono riuscita a scovarne lo spezzone "incriminato" su youtube. Io qui  pubblico solo questo ma vi consiglio ovviamente di guardare l'intero film o, per lo meno, oltre a questa la parte successiva. In ogni caso veniamo al dunque: dal minuto 13 circa vediamo la preparazione di un dolce che adoro e che tuttavia non penso avrò mai il coraggio di fare. Si chiama baklava. La procedura complicata è una sorta di rito che coinvolge l'intera famiglia e richiede tempo infinito. Nel film il tutta la famiglia si dedica alla preparazione affinché il bambino possa portarlo in dono a casa di un amichetto dal quale era stato invitato. Proprio la scena successiva, che ci mostrerà come il dolce viene accolto e cosa accade al bimbo, è una delle più dolci e malinconiche che io ricordi (la trovate qui).

588 rue Paradis, di Henri Verneuil, con Omar Sharif e Claudia Cardinale, Francia 1992.

giovedì 1 dicembre 2011

stufato di zucca

Questo è senza dubbio uno di quelli che io chiamo cibi consolatori. Dopo una giornata faticosa, magari in una fredda giornata d'inverno, ci sono alcuni cibi che sanno rimetterti in pace con il mondo. Qualcosa di caldo, cremoso, saporito ma anche un po' dolce.
Lo stufato di zucca ne è un esempio perfetto. La ricetta che pubblico qui oggi è una rivisitazione, diciamo così. Perchè in verità ne avevo mangiato uno buonissimo poco tempo fa a Londra (in un posto delizioso che si chiama Food for Thought) e ho cercato di ricrearlo, riuscendoci ala fine con un certo successo.
per 4 persone: affettate una cipolla, meglio se ne avete una rossa, e fate rosolare in olio d'oliva aggiungendo una cucchiaiata generosa di curcuma, un po' di lemongrass se ne avete, un rametto di timo e un paio di cucchiaini di curry non piccante.  Tagliate intanto a cubetti piuttosto grossi una zucca di media grandezza. Quando la cipolla sarà appassita unite la zucca, saltate qualche minuto e coprite con brodo vegetale e lasciate cuocere finché il brodo sarà stato assorbito quasi tutto dalla zucca (deve rimanere un po' di sughetto). Regolate di sale se necessario. Tutto qua, facile facile. Qualcuno obietterà che non è comune avere in casa tutte queste spezie, ma il mio suggerimento è: compratele! compratene tante, che ne vale sempre la pena. Qualche spezia, se è quella giusta, "illumina" anche il piatto più scontato.

mercoledì 30 novembre 2011

vellutata di piselli

Adoro le vellutate. Se non lo avete ancora capito lo capirete, perchè questa non è la prima e non sarà di certo l'ultima ricetta di vellutata che pubblico nel blog.
Ancora una volta mi viene in aiuto Allan Bay, e la ricetta che ci propone ve la riporto tale e quale. Ringrazio ancora Alice, per avermi iniziata e accompagnata nelle ricette di questo libro. Ammetto che stavolta non eravamo molto fiduciose ma il risultato è stato delizioso.
L'unica variante, visto che mi piace cucinare anche per gli altri, sta nelle dosi. Allan scrive una ricetta per due, io la traduco in una per quattro. Ecco qua:
In una casseruola sciogliete 40 grammi di burro, unite 40 grammi di farina e fate tostare mescolando per 5 minuti, [qui vi sembrerà che sia impossibile, un grumo di colla da rimestare per cinque minuti....eppure....] poi versate a filo, continuando a rimestare, 4 bicchieri di brodo di verdure, e cuocete per 10 minuti. Aggiungete 160 grammi d piselli sgusciati, cuocete per 5 minuti e frullate. Riportate a bollore, unite 160 grammi di piselli sbollentati per un minuto, regolate di sale ed emulsionate con due tuorli sbattuti con due bicchierini di panna. Servite con crostini di pane e grana grattugiato. [ma anche senza, è buonissimo lo stesso, provare per credere!].

domenica 20 novembre 2011

Profumi da ... Londra!

Non è facile spiegare a parole la sensazione che si prova entrando in questo piccolo paradiso per buongustai.
The Spice Shop è a Notting Hill, e per arrivarci si fa una meravigliosa passeggiata in una delle parti più belle della città; si arriva lì rilassati, sereni, ed entrando in questo piccolissimo negozio si viene travolti da mille profumi.
Curry, cannella, peperoncino, limone, curcuma, menta, e potrei continuare all'infinito.
Un cartello dietro la cassa ci avverte che i telefoni cellulari non sono graditi, addirittura non verremo serviti se entriamo parlando al telefono.
Questo aggiunge ancora un po' di magia ad un posto che già ne ha da vendere.
Dopo aver trascorso un po' di tempo lì dentro (quanto tempo dipende da voi, fosse stato per me non ne sarei uscita prima di un'ora) vi rimarrà per tutto il giorno il ricordo di quegli odori.

Se volete curiosare un po' c'è anche un sito internet www.thespiceshop.co.uk però lì, chiaramente, non si sente il profumo!

venerdì 4 novembre 2011

polpettone con piselli e carote

premetto: ho usato piselli (surgelati) e carote perché non avevo altro, però soprattutto in estate si possono usare anche le zucchine o i peperoni.

per prima cosa preparate due uova sode (fatele cuocere finché preparate il resto);

tagliate a pezzetti piccoli tre carote e mettetele in una padella con un po' d'olio, due spicchi d'aglio e un po' di piselli surgelati, indicativamente direi sei cucchiaiate, ma se ne mettete un po' di più o di meno fa lo stesso;

aggiungete sale e pepe e lasciate cuocere finché le carote diventano tenere;

una volta cotte togliete le verdure dal fuoco e mettetene un terzo in una grande ciotola, gli altri due terzi frullateli insieme a poco latte con un frullatore ad immersione;

nella stessa ciotola in cui avete messo le verdure aggiungete due manciate di mollica di pane a piccoli pezzi e bagnatela con il latte (potreste bagnarla a parte e poi strizzarla ma la cosa si fa un po' più lunga...);

aggiungete ancora le foglie di un paio di rametti di maggiorana e una buona dose di noce moscata;

a questo punto unite anche 400 grammi di carne macinata mista, di maiale e manzo, un uovo, una cucchiaiata della purea di verdure preparata prima, sale e pepe e impastate tutto con le mani;

prendete un foglio di carta da forno, bagnatelo, strizzatelo e asciugatelo, adagiatelo su una teglia da forno e metteteci sopra il polpettone formando una sorta di cilindro;

con le dita fate due buchi e metteteci dentro le uova sode, copritele poi con un po' di impasto (è più difficile a dirsi che a farsi);

avvolgete il polpettone con la carta da forno, come una caramella, e chiudetelo con lo spago da cucina;

mettete nel forno preriscaldato a 180° per  45 minuti;

toglietelo dal forno e lasciate raffreddare per riuscire a tagliarlo meglio;

quando si è raffreddato tagliatelo a fette, poi rimettetelo qualche minuto in forno perché torni caldo;

infine adagiateci sopra la purea di verdure rimasta (anche questa, se volete, potete scaldarla un po', aggiungendo un po' di latte se vi sembra troppo densa).



domenica 30 ottobre 2011

pollo alla cacciatora

ne ho già parlato in un altro post, e adesso eccolo qua il pollo alla cacciatora di Zenone Benini! copio la ricetta pari pari, perché qualsiasi variazione toglierebbe tutta la poesia:

Prendete un pollo giovane, ma grossetto: fra un chilo e un chilo e mezzo, dopo pelato e liberato delle budella. Finite di vuotarlo, strinatelo e lavatelo. Mozzategli le zampe al ginocchio e il collo al pari del busto. 
Ciò fatto, dividetelo in quattordici pezzi, così: ogni quarto posteriore spartitelo in tre, cioè la coscia e l'anca dimezzata; ogni quarto anteriore pure in tre, cioè l'ala e il petto tagliato in due; finalmente fate due parti del groppone.
Per spezzare bene il pollo, senza lasciare schegge d'ossi e sfrangiature di pellanciche, adoprate un accettino, o una mannaretta; e giù colpi secchi e precisi ai pezzi da dividere, posati sul tagliere. Naturalmente, laddove ci sono delle giunture, come l'attaccatura delle anche e delle ali, ne approfitterete; e qui il dimembrare sarà cosa facilissima, con l'aiuto d'un semplice coltello.
Affettate, ora, in una casseruola, a piccoli pezzi, una bella cipolla, un paio di carote mezzane e due costole di sedano. E anche tre, di costole di sedano; chè è l'aroma base di questa vivanda. Se non possedeste (e sarebbe un vero peccato) la preziosa macchinetta per spremere l'aglio, schiacciatene uno spicchio con la lama d'un coltello, e aggiungetelo al resto.
Mettete, a questo punto, lo spezzato nella casseruola, insieme con sei cucchiaiate d'olio d'oliva. Salate e pepate. Fate prendere colore al pollo a fuoco vivo, rimenando via via col mestolo, a tegame scoperto.
Quando ogni cosa sarà ben rosellita, e sul fondo si sarà formato uno straterello d'attaccaticcio, versate nella casseruola un bicchiere di vino rosso. Fate sciogliere l'attaccaticcio, lavorando di mestolo; quindi, svanito ogni sentore di vino, aggiungete tre etti di pomodori sbucciati ben maturi, o anche pelati, dopo averli liberati del più dei semi. Coprite il recipiente, abbassate il fuoco e, rimenando ogni tanto, fate cuocere, piano piano, ancora per una mezz'oretta. Se bisogno ce ne fosse, aggiungete un cincino d'acqua; ma potrete farne, quasi certamente, a meno.
Se il pollo era giovane davvero, questa breve cottura basterà. In ogni modo, prima di levarlo dal fuoco, "sentitelo" con una forchetta. Se fosse ancora tenace, prolungatene alquanto la cottura. Quando questa sarà a punto levate la casseruola dal fuoco, e lasciatela per qualche minuto in riposo. Poi, inclinandola alquanto, fatene sgrondare l'olio venuto a galla. Vi servirà per ulteriori usi. Rimettete la casseruola sul fuoco e, dopo un paio di bollori, levatela definitivamente. Versatene il contenuto in un recipiente di terraglia col coperchio. Servite caldo, senza contorni. 

ecco qua: il successo è assicurato. L'unica variazione che mi concedo è nella scelta del pollo, confesso che per semplificarmi di molto la vita lo prendo già a pezzi, anzi, scelgo direttamente i pezzi che preferisco (ma non usate solo il petto!!!almeno qualche coscia e qualche aletta ci deve andare); e se per accompagnarlo preparate un buon purè di patate sarà perfetto!

risotto con i funghi


ingredienti per 4 persone:
300 grammi di riso
300 grammi di funghi freschi
due manciate di funghi secchi
uno spicchio d'aglio
una cipolla
un mazzetto di prezzemolo
un litro di brodo vegetale
mezzo bicchiere di vino bianco
olio di oliva
sale e pepe

per prima cosa mettete a bagno i funghi secchi per almeno due ore;
pulite i funghi freschi (usate quelli che preferite, io stavolta ho usato i finferli);
mettete in una padella un po' di olio, l'aglio e i funghi secchi (che avrete strizzato dopo averli tolti dall'acqua), fate cuocere aggiungendo un po' d'acqua per circa 10 minuti, aggiungete i funghi freschi e fate cuocere finché non hanno perso tutta la loro acqua, poi unite un cucchiaio di prezzemolo tritato, sale e pepe e lasciate sul fuoco per un paio di minuti; a questo punto spegnete la fiamma e dedicatevi al riso;
in un tegame fate soffriggere lentamente nell'olio d'oliva la cipolla tritata e quando si è ben ammorbidita aggiungete il riso, fate rosolare un po' e sfumate con il vino bianco, quando sarà evaporato aggiungete il brodo un po' alla volta;
dopo circa dieci minuti aggiungete i funghi, mescolate e fate terminare la cottura, continuando ad aggiungere il brodo se è necessario.
Servite con del parmigiano a piacere.

mercoledì 26 ottobre 2011

Gli ingredienti segreti dell'amore

Le coincidenze non esistono. Aurélie Bredin ne è sicura. Giovane e attraente chef, Aurélie gestisce da qualche anno il ristorante di famiglia, Le Temps des cerises. È in quel piccolo locale con le tovaglie a quadri bianchi e rossi in rue Princesse, a due passi da boulevard Saint-Germain, che il padre della ragazza ha conquistato il cuore della futura moglie grazie al suo famoso Menu d’amour. Ed è sempre lì, circondata dal profumo di cioccolato e cannella, che Aurélie è cresciuta e ha trovato conforto nei momenti difficili. Ora però, dopo una brutta scottatura d’amore, neanche il suo inguaribile ottimismo e l’accogliente tepore della cucina dell’infanzia riescono più a consolarla. Un pomeriggio, più triste che mai, Aurélie si rifugia in una libreria, dove si imbatte in un romanzo intitolato Il sorriso delle donne. Incuriosita, inizia a leggerlo e scopre un passaggio del libro in cui viene citato proprio il suo ristorante. Grata di quel regalo inatteso, decide di contattare l’autore per ringraziarlo. Ma l’impresa è tutt’altro che facile. Ogni tentativo di conoscere lo scrittore – un misterioso ed elusivo inglese – viene bloccato da André, l’editor della casa editrice francese che ha pubblicato il romanzo. Aurélie non si lascia scoraggiare e, quando finalmente riuscirà nel suo intento, l’incontro sarà molto diverso da ciò che si era aspettata. Più romantico, e nient’affatto casuale. Con mano fresca, leggera e piena di passione, Nicolas Barreau mescola amore, un pizzico di mistero, lo charme di Parigi e la sensualità della cucina per regalarci una storia tenera e gustosa, che nutre e scalda il cuore.
Ecco, quella che ho riportato qui sopra  è la trama stampata sul libro, ed è ciò che mi ha convinta a leggerlo subito, illudendomi di trovare anche qui quell'alchimia che avevo già incontrato in altri romanzi nei quali la cucina e il cibo ricoprivano un ruolo di grande rilievo nella storia. E invece non è stato così. Il libro è un racconto divertente e romantico, godibilissimo e molto scorrevole, ma i profumi e i sapori promessi qui sopra non compaiono che alla fine, per una fugace apparizione. Dunque è un romanzo che consiglierei di leggere a chi ama le commedie romantiche ma non è decisamente il libro che cercavo.

Nicolas Barreau,  Gli ingredienti segreti dell'amore, Feltrinelli 2011.

sabato 22 ottobre 2011

sformato di zucca e cous cous

tagliate a piccoli pezzi una cipolla rossa e mettetela in una padella profonda e capiente insieme ad un po' di olio d'oliva, accendete il fuoco e fate soffriggere;

nel frattempo tagliate a pezzettini circa 500 grammi di zucca e poi uniteli alla cipolla;

aggiungete abbondante sale, una spruzzata di pepe e un paio di rametti di rosmarino; fate rosolare per 5 minuti;

infine aggiungete circa 250 grammi di cous cous, aggiungete mezzo litro d'acqua, coprite e lasciate cuocere per circa 15 minuto, controllando che non si attacchi;

se necessario aggiungete poca acqua;

spegnete il fuoco e lasciate raffreddare;

aggiungete noce moscata, abbondante parmigiano reggiano  e, se necessario, regolate di sale;

mettete il composto in una pirofila da forno o, se ne avete, in 6 piccole cocotte o stampini da forno; infornate nel forno preriscaldato a 200 gradi per 15 minuti e poi per altri 5 con il grill.

Servite sopra a uno specchio di sugo al pomodoro aromatizzato con timo e basilico freschi.


venerdì 21 ottobre 2011

Estasi culinarie

Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall’Eleganza del riccio, monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte.

Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall’alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi nelle ultime ore di vita cerca affannosamente di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall’infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine.

A fare da contrappunto alla voce dell’arrogante critico c’è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l’amante, l’allievo, il gatto e anche la portinaia Renée... ), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall’ammirazione incondizionata al terrore, dall’amore cieco all’odio feroce.
Qui il riferimento al cibo è dichiarato, è un racconto ironico e profondo che ancora una volta sottolinea l'importanza della cucina come legame con i sentimenti e tappa fondamentale nei ricordi di tutti.

Muriel Barbery, Estasi culinarie, e/o 2008.

mercoledì 19 ottobre 2011

vellutata di lenticchie rosse e carote

una crema calda e consolatoria per i primi freddi autunnali!

affettate una  cipolla e fatela rosolare in una pentola con un po' d'olio d'oliva;
tagliate a rondelle 6 carote e mettetele nella pentola, unite anche 250 grammi di lenticchie rosse decorticate, un po' di zenzero fresco grattugiato, un cucchiaino di curry, sale e pepe;
aggiungete acqua finchè tutti gli ingredienti non sono ben coperti;
coprite e lasciate cuocere per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se necessario;
spegnete il fuoco, fate raffreddare un po' e frullate il tutto con il minipimer, aggiungendo anche una tazzina di latte di cocco e un po' di noce moscata;
regolate di sale se necessario e servite con un filo d'olio extravergine d'oliva.

sabato 15 ottobre 2011

Sapori e dissapori

qui il cibo non è proprio protagonista...però è una dolcissima commedia che vi consiglio assoultamente.

No reservations, di Scott Hicks, con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart, USA 2007.

Soul Kitchen

Bellissima colonna sonora: Cibo e musica!!!!ecco un'altra combinazione ancora tutta da esplorare....
E poi, certo, soul kitchen è cibo per l'anima, anche di questo parleremo prima o poi.

Soul Kitchen, di Faith Akin, con Adam Bousdoukos, Germania 2009.

giovedì 13 ottobre 2011

Tutto in una pentola

Oggi mi sento di consigliarvi "tutto in una pentola". E' quasi finita la settimana e sono stanca. Avrei voglia di cucinare, sì, ma non di dover lavare un sacco di pentole.
In momento simili  mi viene in aiuto questo libro. Il titolo dice tutto, e l'autrice, Lindsey Bareham, ci aiuta a cucinare ottimi piatti senza doverci preoccupare di quante pentole sporcheremo.

Ne approfitto anche per consigliere spassionatamente l'editore, Guido Tommasi, che ci regala libri di ricette davvero meravigliosi. Provare per credere!

Lindsey Bareham,  Tutto in 1 pentola, Guido Tommasi Editore, 2007.

domenica 9 ottobre 2011

Mangiare bere uomo donna


Il cibo può servire anche per comunicare, questo è il messaggio del film. In questo caso sono tanti i concetti legati al cibo: comunicazione, ma anche calore familiare, tradizione e alla fine emancipazione.

Yin shi nan nu, di Ang Lee, con Sihung Lung, Taiwan 1994.

sabato 8 ottobre 2011

gratin leggero di patate e broccoli

Chiariamo subito una cosa: non sono di certo una che conta le calorie. Il gratin di questa ricetta è "leggero" solo perchè non avevo in casa il burro per fare la besciamella, e quindi l'ho fatta con l'olio d'oliva. Il risultato è stato comunque davvero soddisfacente.

ingredienti:
700 grammi di patate
un broccolo
400 ml di latte circa
due cucchiai di olio extravergine d'oliva
due cucchiai di farina
parmigiano reggiano
sale, pepe e noce moscata
uno spicchio d'aglio

Per prima cosa lavate e lessate le patate e i broccoli. Fatelo separatamente perché il broccolo impiega molto meno tempo. Diciamo un quarto d'ora in acqua salata per il broccolo, mentre la patate, per risparmiare, potete cuocerle nella pentola a pressione anche qui per 15 minuti (ma dipende anche dalla dimensione delle patate).
Accendete il forno e lasciate che si scaldi fino a 180°.
Pelate le patate e schiacciatele con una forchetta, aggiungendo il sale, in una ciotola.
Unite anche i broccoli.

Preparate la besciamella: mescolate su fuoco molto  basso l'olio e la farina e aggiungete poco alla volta il latte mescolando in continuazione perché non si formino i grumi. Quando il composto è omogeneo e ha raggiunto una consistenza cremosa toglietelo dal fuoco e aggiungete sale, pepe e noce moscata.

Prendete una pirofila e strofinatela con l'aglio tagliato a metà, poi ungetela con un filo d'olio.
Mettete nella pirofila le patate e i broccoli e ricoprite tutto con la besciamella e poi con abbondante parmigiano grattugiato.
Infornate per quaranta minuti, o comunque finchè la superficie non sarà dorata.

mercoledì 5 ottobre 2011

La cucina di casa mia

La cucina di casa mia, di Zenone Benini, è uno di quei libri di ricette che non passeranno mai di moda. Nel libro si possono trovare tutte quelle ricette che ti danno un senso di tepore, di tranquillità, di casa.
Le ricette parlano di una cucina casalinga di qualche tempo fa, degli anni cinquanta in particolare. Il territorio di riferimento è la Toscana, ma sono ricette che vanno bene sempre e dappertutto. Cucina rustica, saporita e senza fronzoli. Anche il libro è così, niente fotografie ma solo ricette, così come le aveva scritte l'autore cinquant'anni fa.
L'autore vi accompagna con descrizioni minuziose e gustose, da molti punti di vista.
Riporto un passo che adoro di una meravigliosa ricetta per il pollo alla cacciatora:
[...] affettate, ora, in una casseruola, a piccoli pezzi, una bella cipolla, un paio di carote mezzane e due costole di sedano. E anche tre, di costole di sedano; chè è l'aroma base di questa vivanda. Se non possedeste (e sarebbe un vero peccato) la preziosa macchinetta per spremere l'aglio, schiacciatene uno spicchio con la lama d'un coltello, e aggiungetelo al resto. [...]

Ecco, io semplicemente lo adoro. E' come se fosse qui con me Zenone, mentre cucino, pronto a darmi suggerimenti: "mettine ancora un po' di sedano!!!".

E voi, la preziosa macchinetta per spremere l'aglio, l'avete???

Zenone Benini,  La cucina di casa mia, Guido Tommasi Editore, 2008.

martedì 4 ottobre 2011

tajine di pollo

Quest'anno ho imparato ad usare il tajine, recipiente in terracotta di origine marocchina, che consente di creare un sacco di piatti meravigliosi, mettendo tutti gli ingredienti direttamente insieme. La donna che me lo ha venduto, ad un mercatino, mi ha detto che è la pentola a pressione nordafricana...sono d'accordo se ci riferiamo al procedimento, ma i tempi con il tajine sono molto più lunghi. Però ne vale la pena!!!! le mie ricette con il tajine (ne aggiungerò altre) non sono di certo perfette ricette tradizionali marocchine,  piuttosto sono trasposizioni locali. Qui ho usato le spezie "giuste", ma si può facilmente creare un'altra versione mediterranea di ogni ricetta con le erbe che qui sono più comuni: per esempio provate a sostituire curcuma e zenzero con salvia e rosmarino!!!

ingredienti per 4 persone:
1 pollo tagliato a pezzi (ma se volte usate solo qualche taglio in particolare, vanno benissimo le sovracosce)
una cipolla
due carote e due patate
dei pomodorini (ma può andare anche qualche pelato se non è stagione)
una manciata di olive
un limone non trattato
olio
curcuma, zenzero, cumino, sale e pepe
mezzo bicchiere d'acqua

procedimento:
mettete la base del tajine su un fuoco (il più piccolo) sopra una retina spargifiamma;
affettate la cipolla e disponetela andando a coprire tutta la base;
sopra metteteci le patate affettate piuttosto piccole e metà delle carote a pezzetti;
sopra posizionateci i pezzi di pollo (più sono piccoli meno impiegheranno a cuocere);
salate e pepate;
aggiungete adesso a piramide le altre carole, il pomodoro, le olive il limone tagliato a spicchi o a metà;
aggiungete ancora un po' di sale e alla fine versate sopra a tutto l'acqua in cui avrete mescolato la curcuma, il cumino e lo zenzero.
Coprite e lasciate cuocere almeno per un'ora, fino anche a due ore se i pezzi di carne sono molto grandi.

se non avete il tajine usate una pentola normale con il coperchio ma controllate la cottura di tanto in tanto!



Ratatouille



Divertimento e poesia culinaria!!!! mostra come apprezzare il cibo nella maniera più spontanea e concreta.

Ratatouille, di Brad Bird, USA 2007.

sabato 1 ottobre 2011

La scuola degli ingredienti segreti

Il profumo di vaniglia e cioccolato riempie la stanza in soffici ondate sovrapposte all'aroma pungente e speziato della cannella. È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian è in piedi dietro al piano di lavoro: muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l'ultimo tocco, l'ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Pronta ad addolcire un momento di tristezza, a suggellare una promessa, a regalare un briciolo di felicità. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una cioccolata per cambiare un po' la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante, con piatti sempre diversi, è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d'amore o nasce un'amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell'ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura; o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione, sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell'avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù al pomodoro schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa, o che a volte perde di vista, è la ricetta giusta per lei. Potrà ritrovarla solo se accetterà di mettersi alla prova.

Un altro viaggio che racconta in maniera semplice e coinvolgente tante storie in cui il cibo ha un ruolo rivelatore, consolatore e di crescita.

Erica Bauermeister,  La scuola degli ingredienti segreti, Garzanti 2009.

penne rigate con funghi e asparagi selvatici


Ho in casa una montagna di funghi secchi, me li hanno regalati e in effetti mi piacciono molto,  dunque ho cominciato un po' alla volta ad usarli.
In più ho trovato in congelatore un piccolo sacchetto con degli asparagi selvatici, bottino di un raccolto primaverile.

Ecco il risultato (e la ricetta):

mettete a bagno i funghi secchi (diciamo due belle manciate) per almeno un'ora

affettate un paio di cipollotti o mezza cipolla fresca

fate rosolare la cipolla

aggiungete i funghi e fate cuocere per dieci minuti

unite gli asparagi selvatici (due cucchiai circa)

aggiungete sale e pepe e lasciate andare altri 20 minuti

se gli asparagi vi sembrano troppo amari aggiungete un po' di latte

nel frattempo cuocete la pasta

scolatela e unitela al condimento; aggiungete un filo d'olio e, se ne avete, erba cipollina fresca

lunedì 26 settembre 2011

Chocolat


ovviamente...Chocolat!
cosa c'è di più sensuale? quest'estate (grazie infinite a Clara per il suggerimento) sono perfino andata a Flavigny, in Francia, dove il film è stato girato. Già solo il posto, tranquillo, pieno di fiori e di profumi, dice tutto. E a proposito...dobbiamo parlare di viaggi!!!

Chocolat, di Lasse Hallström, con Juliette Binoche, Judi Dench e Johnny Depp, USA 2000.

il dilemma della pausa pranzo

Sono sicura che sapete di cosa sto parlando. Domani rimarrò in ufficio a pranzo e sono stufa stufa stufa del solito panino. Di solito però non ho proprio il tempo per prepararmi qualcosa da portare. Quando arrivo a casa la sera sogno solo il divano, e non se ne parla di certo di alzarsi prima al mattino per cucinare.
Ma quando ho un po' di tempo, e ne basta poco, mi rendo subito conto di una cosa. Dal punto di vista culinario viviamo in un paese decisamente fortunato. Un po' di riso, qualche pomodoro appena raccolto (se avete questa fortuna, altrimenti basta scegliere con cura il fruttivendolo), dell'ottimo olio d'oliva, basilico, timo, erba cipollina, maggiorana, origano, menta, tutto quello che potete coltivare anche in una vaso sul davanzale. E se poi vogliamo strafare e abbiamo qualcosa di così buono nel frigo...aggiungiamo un unico elemento deciso. Io stasera avevo la ricotta affumicata. Meravigliosa. E così, giusto il tempo per cuocere il riso e affettare il tutto, ed ecco fatto.
Domani niente panino!

mercoledì 21 settembre 2011

Cuochi si diventa (libro di ricette...e non solo)

Allan Bay torna in libreria con un volume tascabile che raccoglie le ricette di Cuochi si diventa e Cuochi si diventa 2. Un manuale da consultare e da utilizzare, eccentrico e alla portata di ogni cucina. Un libro ricco di aneddoti, trucchi e citazioni che si può leggere con piacere e godimento.


Leggete, gustate, provate!!!da questo libro abbiamo tratto, un capodanno di qualche anno fa con degli amici, un'impresa titanica: il brasato al barolo. Seguendo alla lettera la ricetta abbiamo cucinato dalle quattro del pomeriggio alle dieci di sera. Il risultato è stato un piatto a dir poco  entusiasmante.


Allan Bay,  Cuochi di diventa, Feltrinelli 2009.

La parte più tenera

Ruth Reichl aveva nove anni quando capì che il cibo poteva essere pericoloso, e che avrebbe dovuto impedire a sua madre, la Regina della Muffa, di uccidere gli ospiti con le sue prodezze gastronomiche. Oggi Ruth Reichl è la critica culinaria più famosa in America. È naturale, quindi, che le sue descrizioni di piatti e sapori siano incantevoli. Ma nel suo libro c’è molto di più, perché Ruth ha un appetito speciale anche per la vita e perché, come dice, "osservando le persone mangiare si poteva scoprire chi erano."
Ci parla della sua infanzia, di sua madre che nel giorno libero della bambinaia paga lei, una bambina spaventata, per farsi da babysitter da sola. Racconta i suoi primi passi in cucina con la signora Peavey, la domestica dal passato aristocratico, e con Alice, la cuoca caraibica che nei momenti difficili cucina le sue fantastiche mele al forno con salsa dura. Ma è a casa di un ricco buongustaio francese, tra un intingolo che pare “l’autunno distillato in un cucchiaio” e una chartreuse di pernice imponente come una cattedrale, che Ruth capisce per la prima volta cosa significhi davvero mangiare. Ventenne, si trasferisce a New York con suo marito Doug: la cucina del suo loft diventa il punto di riferimento per un gruppo variopinto di amici fedeli. Con loro Ruth va a vivere in una comune in California: sono i primi anni ’70 e lei si sforza di rendere invitanti le ricette politicamente corrette dell’epoca (paté di ceci, polpettoni di arachidi e sesamo). Quando non ne può più, si procura gli ingredienti proibiti dal capo della comune nei bidoni della spazzatura...
Personaggi dipinti con affetto e ironia, storie autentiche e toccanti, illuminate da un umorismo contagioso: è difficile resistere all’umanità che rende unico questo libro, e quando si finisce di leggerlo si sente un po’ la mancanza di Ruth e dei suoi amici. Ma per fortuna ci si può mettere ai fornelli per provare le loro fantasiose ricette.  


Romanzo intenso e coinvolgente, un vero e proprio viaggio che lega inscindibilmente luoghi, persone e sapori.

Ruth Reichl, La parte più tenera, Tea 2007 (Ponte alle Grazie 2002).

martedì 20 settembre 2011

Julie & Julia

un blog che parla di cucina non poteva che aver come riferimento cinematografico questo:


ma...524 ricette in 365 giorni: starai scherzando????decisamente troppo ambizioso come progetto, non ci provo nemmeno. il film però mi è piaciuto. è un bel modo per raccontare una passione, e per far capire come siano necessari impegno, costanza e sacrificio anche in un progetto come questo.

Julie & Julia, di Nora Ephron, con Meryl Streep e Amy Adams, USA 2009.

prima ricetta: pollo al miele e limone

ok, ovviamente non è davvero la prima ricetta. ma è la prima da quando ho iniziato a scrivere sul blog. dei precedenti esperimenti vi racconterò, un po' alla volta. ma per ora iniziamo con la cronaca.
i fatti sono questi:  avevo in casa parecchio miele. regali soprattutto, o il frutto della mia insana mania di accumulare cose (spezie, marmellate, frutta secca, pasta, ecc). insomma, avevo tutto questo miele e non lo usavo mai. lo uso nel latte quando sto male (i rimedi della nonna, o della mamma, ne parleremo prima o poi), o a volte, in momenti di salutismo estremo, per dolcificare il té.
la disponibilità di grandi quantità di miele unita ad una gran voglia di pollo mi hanno indotta a cerare questa ricetta. l'avevo letta tempo fa in uno dei mille libri che popolano la mia cucina, ma oggi, giunti al dunque, non la trovavo più e così è corsa in aiuto la rete (non è la prima volta e di certo non sarà l'ultima). e ho trovato questa ricetta. la ricetta, va detto, era presa da un libro di Donna Hay. Il piatto è stato un successo e quindi mi sa che questo libro me lo comprerò!!!!
ecco la ricetta:


INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

2 cucchiai di succo di limone

60 ml di miele (io ho usato il Millefiori)

2 cucchiai di olio d’oliva (io ho usato quello extra vergine)

sale e pepe nero macinato

1 cipolla dorata, tagliata a spicchi

1 pollo intero da 1,5 kg, tagliato in quattro

1 limone a fette

2 cucchiai di rosmarino (io ho messo in pirofila anche qualche ramentto in più).

PREPARAZIONE

Scaldate il forno a 200°C. Emulsionate in una ciotolina il succo di limone, il miele, l’olio, il sale e il pepe. Mettete gli spicchi di cipolla, il pollo, il limone e il rosmarino in una teglia foderata di carta da forno. Spennellate il pollo con il composto con il miele e infornate per 45 minuti o finchè è ben dorato: io l’ho cotto per circa un’ora e mezza e poi l’ho grigliato per qualche minuto.



RISULTATO: un successo. tommaso, il mio compagno di vita e indispensabile assaggiatore, ne era entusiasta. come al solito mancava un po' di sale, ma è bastato aggiungere un po' e l'estasi culinaria era raggiunta.  


La mia casa, la mia cucina

già, perché alla fine tutto ha a che fare con questo posto. La mia casa, la mia cucina. Il mio  nido.
Abito qui da quasi due anni, ho una cucina che adoro e ho, cosa fondamentale, un orto!!!!è piccolo piccolo, ma ha cambiato la mia vita. Ho scoperto i mille modi di cucinare i pomodori, perché ne avevo troppi, il momento giusto per cogliere le zucchine, perché diventavano enormi, e ho imparato la pazienza. Sto ancora imparando. E la passione per la qualità. Avete mai mangiato un pomodoro appena raccolto? no? dovete provare. E poi fatemi sapere.

incominciamo

Una volta un'amica inglese mi disse: la differenza tra noi inglesi e voi italiani e che noi mangiamo per vivere e voi vivete per mangiare. Ecco, tutto credo sia nato da lì.
Se sono stressata cucino per rilassarmi. Se sono rilassata cucino per sperimentare. Se sono in viaggio mangio, per conoscere. Mangio per essere felice. 
E da qualche anno cucino. Per essere felice e per rendere felice chi amo.
Ho scoperto da un po' che mi riesce piuttosto bene. Certo, anch'io qualche volta fallisco. Ma sono sempre pronta ad imparare, ad assorbire da altre persone e da altri luoghi.
E ora tutta questa passione per il cibo voglio condividerla con gli altri. Con chi avrà voglia, e curiosità. 
Ci saranno ricette, esperimenti, esperienze, sensazioni, viaggi, libri, film, e tutto ciò che in un modo o nell'altro fa, ha fatto, e farà parte della mia passione per il cibo.