venerdì 30 dicembre 2011

La cucina degli ingredienti magici

"...quando è a disagio o è triste, cosa fa?"
"Cibo"
"Mangia?"
"No, penso al cibo. A un sapore o a una forma, ai modi diversi di utilizzarlo, a come si cucina una cosa."
"Mi faccia un esempio."
Le dico delle cipolle caramellate. Di come il calore le trasforma. Di come da crude, bianche e croccanti diventano dolci e morbide da sciogliersi sulla lingua..." 
E' un libro dolce e coinvolgente, in cui il cibo è per la protagonista un'ancora di salvezza e uno strumento per raggiungere nuove dimensioni.
Trasmette un senso di familiarità, di tenerezza e allo stesso tempo di pura magia. Le ricette che scandiscono i capitoli sono piccoli episodi di vita vissuta, che riportano alla memoria, e non solo, tempi passati e persone che sono state importanti per la protagonista.

Jael McHenry, La cucina degli ingredienti magici, Corbaccio 2011.

giovedì 22 dicembre 2011

le polpette della nonna

Tutti noi abbiamo sicuramente qualche ricordo legato al cibo oppure un cibo che ci ricorda qualcosa, o, in questo caso, qualcuno.
Quando ero piccola mia nonna preparava per me e i miei fratelli delle polpette meravigliose. In seguito ho mangiato polpette di tutti i tupi ma non ho mai più ritrovato quel sapore.
Fino ad oggi non avevo mai provato a rifarle, ma più aumentava la mia passione per il cibo più cresceva il desiderio di provare. E così, grazie anche a mia zia che fortunatamente aveva assistito più volte alla preparazione delle famigerate polpettine e dunque ne conosceva i segreti, mi sono buttata.
Il risultato è stato commovente. Non saranno proprio come le faceva lei, però il sapore è davvero molto vicino a quello dei miei ricordi.
Non c'è ricetta però, solo qualche dritta sugli ingredienti: niente dosi, chili, millilitri e tempi di cottura.
Le polpettine della nonna, (piccole, mi raccomando!) si fanno con la carne lessa (manzo e pollo direi) e con la besciamella. Niente aglio, niente prezzemolo. Formate le palline con la carne tritata e la besciamella, infarinate e friggete!
Per renderle ancora più saporite potete aggiungere all'impasto un po' di parmigiano reggiano.
Potreste obiettare che non è nulla di tanto speciale, eppure per me è un ritorno all'infanzia, e in questo periodo natalizio ci sta tutto.

venerdì 16 dicembre 2011

la Torta Sacher

Una delle cose belle che mi sono capitate da quando è nato questo blog e che gli amici mi fanno un nuovo, meraviglioso, genere di regalo: mi regalano delle ricette!!!
Così posso sperimentarle, e condividerle su questa mia piccola pagina (solo se autorizzata, certamente!).
La ricetta di oggi è speciale per un sacco di motivi: primo, la Sacher Torte è uno dei dolci che amo di più; secondo: si tratta di una ricetta di famiglia che la mia amica Ingrid mi ha spedito da Vienna; terzo: è la prima ricetta di un dolce che pubblico qui.
I dolci non sono il mio forte, forse perché per farli serve precisione, e io non sono precisa affatto. Infatti devo anticiparvi che, per quanto riguarda l'aspetto almeno, non è stato un successo. La torta non è cresciuta in forno come avrebbe dovuto.... ma con tutto quel cioccolato non può che essere comunque meravigliosa. Grazie Ingrid! (riproverò con costanza però finchè non mi verrà perfetta!!!)

ecco qui la ricetta:

100 g di burro ammorbidito
150 g di zucchero
3 uova
100 g di cioccolato (70% di cacao) sciolto al bagnomaria
150 g di farina (per dolci) mescolato con mezzo cucchiaino di lievito in polvere
1 bicchiere di latte (ca 100 ml)
3-5 buoni cucchiai di marmellata di albicocche
per la glassa:
100-150 g di cioccolato (70% di cacao)
50-70 g di burro fuso

Lavorare il burro, lo zucchero e i 3 rossi d´uovo fino a ottenere un impasto cremoso, incorporarvi poi successivamente la farina mescolata con il lievito in polvere, il latte e il cioccolato sciolto. Per ultimo aggiungere gli albumi montati a neve con un cucchiaio di zucchero e un pizzico di sale. Mescolare delicatamente, versare il composto in uno stampo e porre il recipiente in forno di moderato calore (180°) per ca. un´ora.
Quando la torta sarà cotta, lasciarla raffreddare a temperatura ambiente, quindi levarla dallo stampo. Tagliarla in due strati e farcirla (secondo gusto anche generosamente) con la marmellata sciolta. Ricoprire di marmellata infine la torta intera, facendo attenzione che venga ben coperta anche la parte laterale.
Per la glassa fare scogliere al bagnomaria il cioccolato, aggiungendo del burro fuso quanto richiede per ottenere una crema densa. Versare la crema tiepida sulla torta e spalmarla con delicatezza usando una paletta.
Secondo la tradizione la torta Sacher non viene decorata, ma si guarnisce ogni porzione di  un buon cucchiaio di panna montata (senza zucchero).

Questa versione casalinga della famosa "Sacher Torte" forse è meno sofisticata ma sicuramente più saporita dell´originale e dunque quella preferita da tutti i ghiottoni.

Ricetta estratta dal ricettario personale di Friederike Lux

Traduzione dal tedesco: © Ingrid Lux, Vienna

sabato 10 dicembre 2011

Quella strada chiamata Paradiso


Siccome sono convinta che il cibo possa avere un ruolo molto importante nella vita e nella storia delle persone, voglio condividere, con chi vorrà leggermi, il ricordo di un film visto tanto tempo fa. Sono riuscita a scovarne lo spezzone "incriminato" su youtube. Io qui  pubblico solo questo ma vi consiglio ovviamente di guardare l'intero film o, per lo meno, oltre a questa la parte successiva. In ogni caso veniamo al dunque: dal minuto 13 circa vediamo la preparazione di un dolce che adoro e che tuttavia non penso avrò mai il coraggio di fare. Si chiama baklava. La procedura complicata è una sorta di rito che coinvolge l'intera famiglia e richiede tempo infinito. Nel film il tutta la famiglia si dedica alla preparazione affinché il bambino possa portarlo in dono a casa di un amichetto dal quale era stato invitato. Proprio la scena successiva, che ci mostrerà come il dolce viene accolto e cosa accade al bimbo, è una delle più dolci e malinconiche che io ricordi (la trovate qui).

588 rue Paradis, di Henri Verneuil, con Omar Sharif e Claudia Cardinale, Francia 1992.

giovedì 1 dicembre 2011

stufato di zucca

Questo è senza dubbio uno di quelli che io chiamo cibi consolatori. Dopo una giornata faticosa, magari in una fredda giornata d'inverno, ci sono alcuni cibi che sanno rimetterti in pace con il mondo. Qualcosa di caldo, cremoso, saporito ma anche un po' dolce.
Lo stufato di zucca ne è un esempio perfetto. La ricetta che pubblico qui oggi è una rivisitazione, diciamo così. Perchè in verità ne avevo mangiato uno buonissimo poco tempo fa a Londra (in un posto delizioso che si chiama Food for Thought) e ho cercato di ricrearlo, riuscendoci ala fine con un certo successo.
per 4 persone: affettate una cipolla, meglio se ne avete una rossa, e fate rosolare in olio d'oliva aggiungendo una cucchiaiata generosa di curcuma, un po' di lemongrass se ne avete, un rametto di timo e un paio di cucchiaini di curry non piccante.  Tagliate intanto a cubetti piuttosto grossi una zucca di media grandezza. Quando la cipolla sarà appassita unite la zucca, saltate qualche minuto e coprite con brodo vegetale e lasciate cuocere finché il brodo sarà stato assorbito quasi tutto dalla zucca (deve rimanere un po' di sughetto). Regolate di sale se necessario. Tutto qua, facile facile. Qualcuno obietterà che non è comune avere in casa tutte queste spezie, ma il mio suggerimento è: compratele! compratene tante, che ne vale sempre la pena. Qualche spezia, se è quella giusta, "illumina" anche il piatto più scontato.