venerdì 28 dicembre 2012

Italia Buon Paese

Questo Natale ho ricevuto, con mia grande gioia, parecchi libri che hanno in vario modo a che fare con il cibo, per cui in questo e nei prossimi post vi racconterò qualcosa di ciascuno di essi.
Italia Buon Paese è il libro adatto per chi vuole ripercorrere la storia del nostro paese attraverso la sua cucina. Non solo piatti ma usi, tradizioni e personaggi che hanno contribuito a fare dell'Italia il centro dell'universo gastronomico, a partire da quando l'Italia stessa nemmeno esisteva. La forza della cucina italiana è data infatti dalle miriadi di cucine regionali che pur incontrandosi e a volte mischiandosi hanno mantenuto la propria individualità.
Nella seconda parte del libro poi c'è una gustosa, è il caso di dirlo, cronologia fatta di marchi, ricette, personaggi, libri, aperitivi, luoghi e specialità.

Clara e Gigi Padovani, Italia Buon Paese, Blu Edizioni, 2011.

lunedì 10 dicembre 2012

torta di banane e noci

Questo è un dolce sofficissimo perfetto per la colazione (ma anche in qualsiasi altro momento sarà delizioso!).
Sul web e sui libri si trovano mille varianti di questa ricetta, la mia è una rielaborazione di quella che trovate qui, con un paio di significative varianti.

2 banane
80 grammi di noci tritate grossolanamente (a me piace che i pezzi rimangano abbastanza grandi)
100 grammi di farina
80 grammi di frumina o fecola 
2 uova
100 grammi di zucchero
50 grammi di burro ammorbidito
150 grammi di philadelphia (questo renderà il dolce davvero morbidissimo)
succo di mezzo limone
i semi di un baccello di vaniglia (non usate la vanillina se potete)
mezza bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Riscaldare il forno a 180 gradi e imburrare uno stampo per dolci, della forma che preferite.
Schiacciare in un piatto le banane e cospargerle con il succo di limone.
In una ciotola sbattere le uova intere con lo zucchero finchè otterrete una crema omogenea un po' spumosa di un colore giallo chiaro.
Aggiungere il burro e il philadelphia e continuare a mescolare. Incorporare le banane e le noci, la vaniglia, la farina, la frumina, il lievito e il pizzico di sale. Mescolare bene per amalgamare l'impasto. 
Versare nello stampo e infornare per circa mezz'ora.

Lasciare raffreddare un po' prima di sformare.
Il dolce si mantiene molto morbido per qualche giorno.

mercoledì 14 novembre 2012

schiacciata all'uva fragola

Due sono le cause contingenti che mi hanno spinta a provare finalmente questa ricetta, che da tempo vedevo riproposta in ogni blog o rivista culinaria: una enorme quantità di uva fragola gentilmente regalatami da un vicino e lunghe permanenze più o meno forzate a casa (e quindi molto tempo a disposizione). Sì, perché di tempo, e di pazienza, che ne vuole veramente tanta e a breve scoprirete il perché.

800 grammi di uva fragola (anche di meno direi, dipende da quanto la volete ricca)
500 grammi di farina
due cucchiaini di lievito secco (o lievito di birra)
150 grammi di zucchero di canna
un pizzico di sale
acqua quanto basta (non odiatemi, anch'io non sopporto quando mi dicono "quanto basta", ma in questo caso non saprei davvero, dovrete andare a occhio)
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
cannella e noce moscata

Impastate la farina con il lievito, il pizzico di sale, quasi tutto lo zucchero (lasciatene da parte due cucchiai), un cucchiaio d'olio e l'acqua. Dovete ottenere un impasto liscio ed elastico, consiglio, se potete, di lasciar andare l'impastatrice per dieci minuti.
Lasciate lievitare per tutto il tempo che richiederà la fase successiva (un'ora e mezza o due).

E qui arriva la parte noiosa....perché l'uva fragola è piena di semini, e li dovete togliere. Lo so, è un lavoro infinito ma triplica la goduria nell'assaggio.
Quindi armatevi di pazienza e tagliate ogni acino a metà e poi privatelo dei semi.


Fatto questo stendere due terzi della pasta su una teglia rivestita di carta da forno,  spargetevi sopra due terzi dell'uva, ricoprite con il resto dell'impasto, fate aderire bene i bordi,  spennellate con l'olio rimasto mischiato con due cucchiai di zucchero, un po' di cannella e noce moscata.
Spargetevi sopra gli ultimi chicchi d'uva e infornate a 200 gradi per 25 minuti (controllate la cottura, potrebbe servire qualche minuto in più o in meno).

Lasciate raffreddare prima di servire.

martedì 6 novembre 2012

E' l'ora del tè

In questi giorni ho ripreso in mano un libro che avevo per casa ormai da qualche anno.
Ancora una volta si tratta di un titolo della mia casa editrice preferita, e questo per me sembrava essere garanzia di qualità.
Tuttavia, stavolta c'è un ma....
Il libro racconta in maniera snella ed esaustiva, soprattutto per chi è alle prime armi, la storia del tè, le sue tipologie principali, come quando e dove va consumato e cose di questo tipo.
Il tutto è integrato da alcune sfiziose ricette che in qualche caso accompagnano la nobile bevanda mentre in altri la utilizzano come ingrediente.
E qui sta la pecca, perché diverse ricette presentano degli errori grossolani (omissioni per lo più) che rendono inutilizzabile la ricetta stessa.
Un po' di delusione quindi, non tutte le ciambelle riescono con il buco!

Carla Massi, E' l'ora del tè, Guido Tommasi Editore, 2005.

mercoledì 31 ottobre 2012

Profumi da...Torino!

o potrei dire profumi dal mondo!
Ho avuto la fortuna sfacciata di andare al Salone del Gusto di Torino, che quest'anno oltre ad essere il luogo in cui si riunivano le eccellenze gastronomiche d'Italia e non solo (e ce ne sono veramente moltissime) era anche un posto in cui conoscere le esperienze di chi, in ogni angolo del mondo, lavora per un cibo "buono,  pulito e giusto". Per la prima volta infatti il Salone del Gusto si è unita ad un'altra manifestazione, Terra Madre, rete che promuove la produzione alimentare sostenibile.
Il risultato è stata per me un'esperienza totalizzante: un modo per conoscere sapori diversi e diversi modi di vivere e di produrre il cibo.
La riflessione, paradossale per certi versi, che non ho potuto fare a meno di fare è stata questa: tutta questa sacrosanta ricerca di sapori e prodotti della tradizione è un modo per rimediare ai nostri errori. Stiamo tornando a mangiare il cibo che mangiavano i nostri nonni come fosse un ritorno a casa. Abbiamo dato per scontate tante cose e rincorso a lungo nuove mode finché ci siamo smarriti. Abbiamo semplicemente cercato modi facili di produrre sempre di più perdendo di vista la qualità
Ma bando alla retorica! Ho avuto anche l'occasione di seguire la presentazione di  Dire Fare Mangiare, uno dei miei libri del momento, ed è stato veramente uno spasso.








giovedì 25 ottobre 2012

pasta con i fagioli

Un altro comfort food: la pasta e fagioli!
oggi ho voluto provarne una versione asciutta, che potremmo chiamare proprio pasta con i fagioli, un piatto perfetto per prepararsi all'inverno che sta arrivando.
Le dosi qui sotto vanno bene per 4 persone.

Lessare in acqua salata insieme a uno spicchio d'aglio e una foglia di salvia circa 250 grammi di fagioli freschi (se volete usare quelli in barattolo saltate questo passaggio).

Nel frattempo rosolare in padella una piccola cipolla, un bel pessetto di guanciale tagliato a pezzetti (se non ce l'avete usate la pancetta) con un rametto di rosmarino.
Unire un cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro diluito in mezzo bicchiere d'acqua.

Quando i fagioli sono cotti unirli al soffritto e lasciar insaporire per una decina di minuti, anche un po' di più, e se serve aggiungere un po' d'acqua e regolare di sale. Con un cucchiaio di legno schiacciare una parte dei fagioli così da creare una sorta di crema.

Cuocere la pasta (corta, meglio cortissima) al dente e poi unirla ai fagioli, se è troppo asciutta aggiungere un po' d'acqua, mescolare bene e servire con un filo d'olio extravergine di oliva.
Quanta pasta? io ne ho messi 80 grammi a testa ed erano decisamente troppi....diciamo 250 grammi in tutto.

martedì 23 ottobre 2012

pasta con i broccoli

Piatto semplicissimo quello di oggi.
Ognuno ha la sua ricetta della pasta con i broccoli, e non esiste una ricetta giusta e una sbagliata.
Io dopo vari esperimenti ho scelto la mia.

Mettete a bollire una pentola di acqua salata (la stessa che usate di solito per la pasta).
Prendete un broccolo delle dimensioni che più si addicono al numero di persone che dovranno mangiare.
Noi siamo in due quindi andrebbe bene anche un broccolo piuttosto piccolo.
Dopo averlo lavato dividetelo in cimette  e cuocetelo nell'acqua bollente salata per cinque o sei minuti.

Nel frattempo in una padella fate rosolare leggermente un paio di spicchi d'aglio con olio extravergine di oliva e un po' di peperoncino.
Levate dall'acqua le cime di broccolo con una schiumarola lasciando l'acqua nella pentola.
Mettetele nella padella con l'aglio e fate insaporire per una decina di minuti. In questo modo i broccoli si spappoleranno formando una specie di crema che io trovo perfetta per condire la pasta.

Nell'acqua di cottura rimasta nella pentola cucinate la pasta (pasta corta direi, io ho usato dei fusilli ma andrà bene qualsiasi formato).
Togliete la pasta dal fuoco un paio di minuti prima del termine della cottura e finite di cuocere nella padella insieme ai broccoli.

Servite con un filo d'olio e una bella spolverata di parmigiano reggiano.
Se i broccoli li preferite un po' più croccanti basterà che li lasciate cuocere un po' meno.

sabato 20 ottobre 2012

Street food

Esce in questi giorni in libreria street food, una vera e propria guida lonely planet che in 100 schede ci racconta il meglio del cibo di strada in tutto il mondo.
Dopo l'entusiasmo che mi aveva trasmesso Dire Fare Mangiare non potevo lasciarmelo scappare.
Quando visito un nuovo paese o una nuova città devo assolutamente provare anche i sapori tipici di quel luogo, quelli più semplici e anche i più diffusi.
Il cibo di strada dovrebbe essere per ogni paese un patrimonio nazionale, perchè racconta meglio di molte altre cose la storia di un popolo. E se fatto come si deve può rappresentare un'esperienza gastronomica entusiasmante.
Il libro racconta, città per città, la storia del piatto più tipico, dove trovarlo e addirittura come cucinarlo a casa.
La prefazione è di Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) e ogni piatto è raccontato da un esperto food writer.
Visto che mi sto appassionando all'argomento e che di libri su questo tema ce ne sono parecchi, avremo modo di parlarne ancora!

Street food, EDT, Torino 2012.

martedì 9 ottobre 2012

Profumi dall'Umbria!

Ok, serve davvero che io scriva qualcosa? ... e per stavolta mi sono limitata al dessert!

sabato 29 settembre 2012

esperimenti di pasticceria salata 1.0

Volendo cimentarmi con delle piccole delizie salate per gli aperitivi e cose del genere ho pensato che nessun libro potesse essere più azzeccato di Pasticceria Salata, Gribaudo 2012.
Oggi ho fatto i primi tre tentativi ma come al solito ho modificato un po' le ricette, in parte per cause di forza maggiore e in parte per dare un tocco personale.
Quelle che vi riporto di seguito sono le ricette del libro, passo per passo, poi decidete voi!


esperimento 1.1: minicroissant con formaggio di capra, olive taggiasche e rosmarino

- 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda da 230g
- 40g di olive taggiasche
- 40g di formaggio di capra
-1 uovo
- rosmarino

Tagliate la pasta sfoglia a spicchi. Tritate grossolanamente le olive e il formaggio a pezzettini.
Mettete sulla base più grande di ogni spicchio di pasta sfoglia un pezzo di formaggio e un cucchiaio di trito di olive. Aggiungete qualche ago di rosmarino e praticate un piccolo taglio a metà della base, arrotolate i triangoli su loro stessi partendo proprio dalla base, e curvateli leggermente a mezzaluna, così da ottenere i corissant. Fate in modo che la punta fnisca nella parte inferiore: in questo modo non si alzerà durante la cottura.
Spennellate i corissant con l'uovo sbattuto e cuocete a 200°C per 15 minuti.

esperimento 1.2: sfoglie con stracchino e timo

- 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare da 230g
- 250g di stracchino
- 4 cucchiai di timo secco
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- sale

Mescolate lo stracchino con l'olio, il timo, e regolate di sale. Con un coppapasta tagliate la sfoglia in cerchi del diametro delle tartellette e appoggiateli negli stampi coperti di carta da forno.
Bucate la superficie con i rebbi di una forchetta e farcite ogni sfoglia con un cucchiaio di composto di stracchino. Cuocete in forno a 200°C per 25 minuti. Servite le sfoglie tiepide.

esperimento 1.3: tartellette con patate, brie e rosmarino

- 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare da 230g
- 500g di patate
- 100g di brie
- 3 rametti di rosmarino
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- sale

Lessate le patate in acqua salata fino a che non diventeranno morbide. Scolatele, fatele intiepidire, tagliatele a tocchetti e conditele con l'olio.
Riducete il formaggio a dadini e mescolatelo alle patate. Aggiungete anche gli aghi di rosmarino.
Foderate gli stampi delle tartellette con carta da forno e adagiatevi la pasta sfoglia precedentemente tagliata a misura. Bucate la superficie e riempite le tartellette con le patate. Infornate a 220°C per 30 minuti.

sabato 22 settembre 2012

risotto con funghi secchi e zafferano

Per dare il benvenuto all'autunno (e intaccare un'enorme scorta di funghi secchi) non c'è niente di meglio di un buon risotto.
Non sempre abbiamo la possibilità di avere in casa di funghi freschi; siccome però di solito se uso solo quelli secchi il risotto viene piuttosto insipido, stavolta ho provato due accorgimenti:
due cucchiaini di polvere di funghi secchi (regalo che si è rivelato utilissimo della mia amica Clara) e un pizzico di zafferano, entrambi aggiunti negli ultimi minuti di cottura.
Ecco quindi una variante "d'emergenza" della ricetta del risotto con i funghi.
Il procedimento è semplicissimo.
Mettere a bagno due belle manciate di funghi secchi misti (noi eravamo in due, se siete più numerosi ovviamente aumentate le dosi!) per una mezz'ora. Nel frattempo far soffriggere in un po' di olio d'oliva tre scalogni. Scolare, sciacquare e strizzare i funghi, poi tagliarli a pezzetti e aggiungerli al soffritto insieme a uno spicchio d'aglio tritato e un po' di prezzemolo fresco.
Far insaporire i funghi aggiungendo poco sale e pepe e poi aggiungere il riso, mescolare e coprire con brodo vegetale. Verso la fine della cottura aggiungere la polvere di funghi e i pistilli di zafferano sciolti in poco brodo vegetale.
Terminare la cottura e aggiungere un filo d'olio extravergine di oliva.

domenica 16 settembre 2012

Dire Fare Mangiare

Una versione a kilometro zero di Supersize me (esperimento citato dall'autore stesso); il libro racconta con gusto e ironia quattro esperienze gastronomiche in tutto e per tutto diverse tra loro: una cena in uno dei ristoranti più lussuosi al mondo, tre dure giornate di lavoro in una cucina di un ristorante, un pellegrinaggio siciliano alla scoperte delle più estreme varietà di cibo di strada, un invito a cena a casa sua.
Confesso di averlo letto in un giorno solo tutto d'un fiato; spassoso e verace, trova un modo insolito per raccontare la passione per il cibo e le preziose risorse che ogni paese ha da offrire. Un inno alla convivialità espressa in tutte le sue forme.
Consigliatissimo a chi ama mangiare, viaggiare e provare nuovi gusti (a tutti i costi).

Luca Iaccarino,  Dire Fare Mangiare, add editore, Torino 2012.

venerdì 14 settembre 2012

La ricetta perfetta

Nella Svezia del 1948, due singolari personaggi appena arrivati nel villaggio si ritrovano uniti nella ricerca di una sorta di mito gastronomico, la ricetta perfetta della pölsaun mix di carne, frattaglie e spezie in gelatina cotto a lungo in misteriosi calderoni.Ogni villaggio ha la sua specialità e ogni casa la sua ricetta, che i due protagonisti intendono scoprire ed assaporare.La pölsa è quello che definiremmo un comfort foodun rifugio gastronomico sicuro; ti fa rimpiangere i tempi in cui ogni città e ogni paese aveva la  propria piccola specialità, che non si poteva trovare in nessun altro posto.Contro la globalizzazione culinaria, La ricetta perfetta è un romanzo profondo, ironico e a tratti surreale.



Torgny Lindgren, La ricetta perfetta, Iperborea 2004.

pomodorini confit

pomodorini confit
Un'idea per un condimento o per un antipasto sfizioso di sicuro successo. L'unica controindicazione è che dovete avere un po' de tempo a disposizione per la cottura ma per il resto si tratta di una ricetta facilissima.
Prendete un bel po' di pomodori ciliegini o datterini, dipende da quante persone li dovranno mangiare ovviamente. Diciamo per un antipasto per 4 persone 300  grammi di pomodori.
Tagliateli a metà e disponeteli su una teglia ricoperta con carta da forno, cospargeteli con un filo di olio extravergine di oliva, sale, pepe, origano e un generoso pizzico di zucchero.
Infornate a 120°C per almeno un'ora, o finchè i pomodori avranno perso quasi tutta la loro acqua.

domenica 9 settembre 2012

Le relazioni culinarie

Un altro libro in cui il racconto e le ricette si completano a vicenda ma questa volta ci sono alcuni chiari elementi di novità. La prima cosa è che i due protagonisti sono uomini, che si contendono l'amore di una donna, tra equivoci e tradimenti,  a suon di piatti prelibati.
Un'altra cosa che lo distingue rispetto ad altri romanzi di questo genere usciti di recente è che l'ambientazione e la cucina che qui si racconta sono greche. Ed è greco anche l'autore.
Leggendo questo breve romanzo si ha l'impressione di essere a teatro (infatti l'autore scrive molto soprattutto per il teatro).
Il libro è del 2001 ma è stato di recente ripubblicato grazie probabilmente al grande successo che questo genere di romanzi stanno avendo negli ultimi anni.

Andreas Staikos, Le relazioni culinarie, Ponte alle grazie 2012.

sabato 8 settembre 2012

lemon curd

Prima puntata della serie "l'ora del tè".
Il lemon curd è una crema al limone di origine inglese che si spalma sul pane oppure sugli scones.
La ricetta viene dal libro Un tè al Ritz e non è certo l'unica ricetta possibile, però il risultato, ve lo assicuro, è stato molto apprezzato in casa: promosso a pieni voti:

scorza grattugiata e succo di due limoni
1 uovo (molti usano solo il tuorlo, ma qui viene usato intero)
40 grammi di burro
50 grammi di zucchero

Sbattete la scorza e il succo di limone con l'uovo in una ciotola resistente al calore. Lavorate a crema il burro con lo zucchero e incorporateli al composto profumato di limone. Mettete la ciotola su una pentola di acqua calda; mescolate e sbattete di tanto in tanto finchè si addensa formando una massa cremosa. Versate in un vasetto e chiudete.

La sola variante che mi sono concessa è stata di filtrare con un colino la crema versandola nel vasetto, in modo da eliminare le scorzette di limone.

venerdì 7 settembre 2012

Un tè al Ritz

Si avvicina l'autunno e cresce la voglia di casa e di momenti di relax. Un tè con un buon dolce in un grigio pomeriggio autunnale sono per me il comfort food di stagione.
E per immergersi nell'atmosfera giusta questo libro è decisamente perfetto.
Un tè al Ritz vi permette di vivere l'esperienza dell'ora del tè inglese nelle sue sfumature più eleganti e tradizionali e vi regala alcune ricette indispensabili per la vostra personale ora del tè.
La storia del tè e dei suoi rituali è narrata in maniera lieve e ricca di aneddoti inseriti nella cornice del Palm Court al Ritz di Londra.
Personalmente ho iniziato ad acclimatarmi, nonostante il caldo, preparando oggi la lemon curd (posterò la ricetta dopo averla assaggiata...), e nei prossimi giorni sarà la volta degli scones.

Helen Simpson, Un tè al Ritz. L'arte e il piacere del tè, Guido Tommasi Editore 2007.

martedì 28 agosto 2012

Chef

Se amate la cucina ma siete sospettosi nei confronti delle nuove mode culinarie, se avete voglia di ridere di gusto e passare una serata di sano divertimento, questo è il film che fa per voi. Io l'ho trovato spassoso come pochi.
Un giovane chef esuberante e ambizioso incontra quello che lui considera il suo maestro, e uno dei più grandi chef di Francia. Le vite di entrambi cambiano radicalmente dopo questo incontro.
Il film è anche un inno alla cucina tradizionale, magari in parte reinventata, contrapposta alla dilagante mania della cucina molecolare.

Comme un Chef, di Daniel Cohen, con Jean Reno e  Michaël Youn, Francia 2012.

giovedì 23 agosto 2012

La cucina dei desideri segreti

La storia di come una ricetta possa cambiare la vita delle persone. Un'intera cittadina viene coinvolta, e travolta, da una specie di catena di Sant'Antonio con il lievito madre. Magari sarà capitato anche a voi, ricordo che quando ero piccola girava una cosa del genere: ricevi un sacchetto di lievito madre, lo nutri e te ne prendi cura per un po' di giorni, poi con una parte prepari un dolce (la ricetta di base ti viene fornita da chi ti consegna il sacchetto) e il resto lo regali a tua volta.
Nel libro non si sa chi abbia iniziato la catena, fatto sta che la condivisione di questa magica ricetta coinvolge poco alla volta tutta la città.
Il romanzo racconta in maniera lieve e colorata la storia di tre donne il cui destino si intreccia, e si modifica, proprio grazie alla cucina.
Ve lo consiglio assolutamente, soprattutto se amate la cucina e le storie appassionate, e meglio ancora se le due cose diventano un tutt'uno!

Darien Gee, La cucina dei desideri segreti, Piemme 2012.

mercoledì 15 agosto 2012

Profumi dalla Nuova Zelanda!

Wellington è una piccola capitale, ma non si fa mancare nessuna attività culturale: cinema, teatri, eleganti caffè, e alcuni tra i ristoranti migliori del paese.
Il Logan Brown è senza dubbio uno di questi, e per me è stata l'occasione per una delle migliori cene della mia vita. Il ristorante si trova in quella che negli anni '30 era una banca. Una di quelle banche imponenti, eleganti, con una cupola a coronare l'ampio soffitto. L'arredo è sobrio e raffinato, perfettamente adatto al posto in cui si trova. E il cibo....
La mia scelta è ricaduta sull'anatra croccante su un soufflé di formaggio con fave, rape rosse e foie gras. Un meraviglioso equilibrio di dolcezza, sapore e croccantezza che lascia senza parole.
Insomma, è un lungo viaggio ma se siete da queste parti il Logan Brown merita una sosta!

martedì 19 giugno 2012

La ricetta segreta della felicità

Maddy è alla disperata ricerca di due cose nella vita: l'uomo perfetto e la perfetta ricetta per la torta al cioccolato.
Proprio questa ricerca la porterà alla decisione improvvisa di cambiare vita, lasciare un lavoro grigio e noioso e dedicarsi alla sua passione: cucinare dolci.
Tutto nella sua vita è riferito al cibo, ai dolci per la precisione. E ogni persona che incontra è descritta in un modo di questo tipo:
Tilly è un cupcake al limone con una spolverata di codette dorate sopra la glassa bianca. Leggera e morbida, ha una passione per le scarpette da danza, e mentre parla volteggia.
Riuscirà a trovare la ricetta perfetta e a realizzare  il sogno di aprire una sua sala da tè?

Il romanzo è leggero e vivace, una perfetta compagnia per le calde giornate estive. Con un'unica controindicazione: in barba al clima torrido di questi giorni vi verrà un impulso irrefrenabile a provare le ricette suggerite da Maddy. Io l'ho fatto, ho sfidato i 35 gradi di un giugno insolitamente afoso, ho acceso il forno e cucinato una torta alle carote che, ve lo posso assicurare, è stata un successo.
Per le altre ricette cercherò di attendere giorni più freschi.

Jules Stanbridge,  La ricetta segreta della felicità, Leggereditore 2012.

lunedì 21 maggio 2012

filetto di maiale morbidissimo alla senape

Diciamoci la verità, pochi di noi quando fanno la spesa hanno già in mente una ricetta precisa da preparare. Capita piuttosto, per lo meno a me, l'esatto contrario. Ovvero mi trovo a ricercare affannosamente una ricetta che mi consenta di utilizzare ciò che ho in casa.
Stasera avevo per le mani un filetto di maiale e frugando tra libri di ricette e siti web mi sono trovata a mettere insieme una ricetta che è un compromesso tra altre due, con l'aggiunta di qualche variante.

Il risultato è un piatto delizioso (spazzolato in pochissimi minuti) e la scoperta di un metodo di cottura che utilizzerò tutte le volte che ne avrò il tempo.

Prendete 4 patate medie e tagliatele a fette, alte poco meno di un centimetro. Adagiatele in una teglia insieme ad una mela sbucciata e affettata. Condite con olio, sale e pepe e cuocete nel forno già caldo (a 180°) per 30 minuti.
Nel frattempo in una ciotola unite un cucchiaio di miele, due cucchiai di senape (meglio se avete quella in cui si vedono ancora i grani), un po' di olio di oliva e una spolverata di origano.
Coprite un  filetto di maiale con questa salsa e lasciate a riposare in frigo finché non lo dovrete mettere in forno.

Trascorsi i 30 minuti tirate fuori dal forno le patate e alzate la temperatura fino a 240°, poi mettete in forno il filetto (senza la salsa in eccesso) in una pirofila con poco olio. Mettetelo nella parte alta del forno e lasciatecelo per 10 minuti, dopodichè adagiate il filetto sulle patate, spennellatelo con la salsa e mettetelo nel forno a metà altezza, con lo sportello aperto fino a raggiungere una temperatura di 70°, poi chiudete  lo sportello e lasciate cuocere a questa temperatura per almeno 45 minuti.

Quando tirate fuori la carne iniziate ad affettare dalla metà: il colore deve essere rosa ma non deve essere cruda...se vi sembra cruda rimettete in forno ancora un po'.


Ed ecco da dove è arrivata l'ispirazione:
il blog che mi ha dato l'idea degli ingredienti è One Girl In The Kitchen, ma va detto che la ricetta anche lì era presa da un libro di Donna Hay (questo libro ancora mi manca,  rimedierò!), mentre il libro dal quale ho appreso questa meravigliosa tecnica di cottura è Tenera è la cane ... cotta a bassa temperatura, di Annemarie Wildeisen, pubblicato, tanto per cambiare, da Guido Tommasi Editore (di questo libro invece parlerò senza dubbio al più presto).

martedì 3 aprile 2012

Tartufi bianchi in inverno

La vita del grande chef Auguste Escoffier è raccontata in questo romanzo mescolando ricordi privati, personaggi celebri, episodi storici. Il filo conduttore di tutto questo è ovviamente il cibo.
L'autrice tratteggia in maniera lieve ed inedita la Parigi di fine Ottocento, che fa da sfondo alla vita appassionata e sregolata di Escoffier. Egli con la sua abilità di chef riesce a conquistare sua moglie ma allo stesso tempo la sua passione per il cibo lo porta ad una vita complicata, sempre alla ricerca di nuovi sapori, nuove idee e nuovi traguardi.
Il ritratto che ne viene fuori è forte e malinconico, e le descrizioni delle pietanze preparate da Escoffier ci fanno credere di essere lì con lui in quel momento.

Nicole Mary Kelby, Tartufi bianchi in inverno, Frassinelli 2012.

giovedì 23 febbraio 2012

comfort food

Negli ultimi tempi ne sento il bisogno più che mai. Torno a casa dopo una giornata faticosa, pesante, anche solo molto stancante, e ho solo voglia di stendermi sul divano e poi di mangiare qualcosa di consolatorio. Questo è quello che in inglese si definisce comfort food.

ecco un po' di aggettivi che mi aiutano a definirlo:
invernale: non riesco proprio ad immaginarmelo in un'altra stagione;
caldo: questo discende direttamente dalla definizione qui sopra;
cremoso: una buona vellutata o una minestra sono un comfort food perfetto;
dolce: ecco, questo è un po' più complicato. Non sto parlando di un dessert, ma di una pietanza che ha in se' qualcosa di dolciastro. La zucca ne è un esempio calzante;
speziato, ma non piccante: l'aroma di cannella e di noce moscata mi danno un senso di sicurezza;
avvolgente: lo mangi e ti senti coperto di coccole, come con una morbida coperta.

Questo è il comfort food per me. Però non per tutti è così. Per molte persone è un cibo legato all'infanzia o a qualche ricordo particolarmente caldo e piacevole. Fate una ricerca con google: marmellate, crostate, pane, pasticcio, c'è un po' di tutto, e di sicuro ci sono dei carboidrati, Dio li benedica!!! (e al diavolo la dieta).
E stasera un cremosissimo spezzatino con le patate e il pomodoro non me lo toglie nessuno.

giovedì 9 febbraio 2012

sformato di pane


Ritorno dopo qualche settimana di assenza per pubblicare una ricetta perfetta per usare il pane avanzato e un'ottima scusa per accendere il forno in queste giornate siberiane.
E' infatti qualcosa che somiglia molto ai kanederli, ma si cuoce appunto nel forno.

Prendete 300 grammi di pane secco, fatelo a pezzetti e mettetelo a bagno nel latte (un po' meno di mezzo litro) per circa 20 minuti con un po' di noce moscata.

Nel frattempo sbattete tre uova intere con un bel pizzico di sale, se volete aggiungete qualche aroma (timo, maggiorana o origano per esempio).

Quando il pane avrà assorbito per bene il latte con le mani riducetelo a pezzettini piccolissimi e poi aggiungete le uova sbattute, una buona manciata di parmigiano grattugiato e arricchite il composto con quello che volete (pezzetti di pancetta, olive, formaggi, funghi, verdure, ecc).
Io avevo nel frigo un vasetto di salsa al tartufo e ce ne ho messo un cucchiaino.

Amalgamate e versate in uno stampo ben imburrato.


Se volete avere un effetto più scenografico, prima di versare il composto adagiate sulla base dello stampo qualche verdurina
(pomodorini, fagiolini, piselli o altro), in questo modo quando sformerete il tutto la decorazione si ritroverà nella parte più alta.

Cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 40 minuti: si gonfierà un po', prenderà un po' di colore e sarà abbastanza sodo al tatto.

Lasciate intiepidire prima di sformare.
Potete servirlo con un sughetto al pomodoro.


domenica 15 gennaio 2012

soufflè di piselli

Come promesso, ecco il primo esperimento frutto della prima lezione di cucina.
La ricetta del corso prevedeva di usare gli asparagi, io invece ho usato i piselli.
Per prima cosa far cuocere con un po' di aglio e cipolla 4 o 5 cucchiai di piselli surgelati (potete cuocerne anche di più e poi servire quelli in eccesso come contorno).
Preparare una besciamella con due cucchiai di farina. Stavolta ho fatto la besciamella usando l'olio al posto del burro (lo so, qualcuno la potrebbe considerare un'eresia...) ed è venuta benissimo lo stesso. Salare e aggiungere un bel po' di noce moscata. Lasciare intiepidire.
Quando i piselli sono cotti lasciarli raffreddare e frullarne una parte (quei 4 o 5 cucchiai di cui si parlava).
A questo punto possiamo assemblare quasi tutto: la besciamella, i piselli frullati, un tuorlo d'uovo.
Montare a neve due albumi con un pizzico di sale e incorporarli delicatamente al resto del composto.
Versare negli stampi (con queste dosi ne vengono tre porzioni) e adagiare gli stampi su una teglia in cui avrete disposto un dito d'acqua.
Infornare nel forno già caldo a 200° per circa 20 minuti. Tirare fuori dal forno quando i soufflè saranno gonfi e dorati.
Come primo esperimento sono piuttosto soddisfatta!