mercoledì 13 febbraio 2013

Racconti gastronomici

Da Boccaccio a Marinetti, da Hemingway a Dahl, il libro raccoglie quaranta racconti che parlano di cibo. Cibo inteso come  nutrimento, come passione, come professione o come moda. 
Alcuni dei racconti sono toccanti e profondi, altri divertenti, un vero spasso, altri ancora forse un po' didascalici. Non per tutti il cibo è protagonista, in alcuni casi è piuttosto un pretesto.
Il libro è interessante, ricco di spunti senza dubbio. Però....
Però mi meraviglio del fatto che Einaudi abbia dato alle stampe una pubblicazione tanto mediocre, e mi dispiace dire una cosa del genere.
Per mettere insieme un po' di racconti che trattassero di cibo, idea divertente e molto furba in un'epoca in cui la gastronomia è la moda del momento, non occorrevano certo grandi capacità. 
Da una raccolta di questo tipo dunque mi sarei aspettata un livello almeno minimo di approfondimento. Dei testi pubblicati sono indicati solo l'autore, il titolo e la data ultima di pubblicazione. Sicché se volessi sapere chi è l'autore e in che anno scriveva dovrei chiedere aiuto a google, ed è quello che ho fatto.
Il libro in sintesi mi è piaciuto (certo, alcune storie di più, altre di meno), però un po' di date in più e qualche cenno biografico lo avrebbero reso assai più interessante. 

Racconti gastronomici, a cura di Laura Grandi e Stefano Tettamanti, Einaudi 2012.

sabato 9 febbraio 2013

Profumi dalla Bretagna: galettes ai broccoli e al formaggio

Il viaggio in Bretagna dell'estate scorsa ha irrimediabilmente condizionato la mia passione per la cucina e l'ha indirizzata verso cibi che fino ad allora avevo tenuto colpevolmente in scarsa considerazione.
In particolare mi riferisco alle crêpes. Mentre eravamo lì abbiamo scoperto che esiste una rete di crêperies gourmandes, una sorta di marchio di qualità che contraddistingue i locali che le migliori preparazioni delle tradizionali crêpes. Ne abbiamo provati tantissimi e vi consiglio di farlo se siete da quelle parti.
Inoltre ho comprato in un mercatino alcuni libri di cucina regionale francese, ed è da uno di questi che ho tratto la ricetta che racconto qui oggi. 
Io ho ridotto le dosi perché siamo solo in due ma riporto qui sotto la ricetta per 4 
presa dal libro. 

Le galettes (questo il nome per le crêpes salate, che vengono preparate usando la farina di grano saraceno) possono essere farcite in milioni di modi, io ho usato quello che avevo: broccoli e mozzarella per una delle due e stracchino e noci per l'altra, ma quanto a questo liberate la fantasia!

ingredienti:
350 grammi di farina di grano saraceno
3 uova (in verità un uovo intero più due tuorli)
50 centilitri di latte intero
20 centilitri di crème fraîche (io non ce l'avevo, ho usato un po' più di latte e anche un po' d'acqua, lo confesso)
burro e sale

Versate la farina in una ciotola, versate il latte e la crème nella ciotola e mescolate con un cucchiaio di legno.  Incorporate un uovo intero e due tuorli, aggiungete mezzo cucchiaino di sale. Mescolate bene finché il composto diventa omogeneo e senza grumi. Coprite e lasciate riposare per due ore a temperatura ambiente.

Scaldate una grande padella (meglio se avete quella senza bordi fatta apposta per le crêpes) e fate sciogliere una piccola noce di burro. A questo punto versate un mestolo di impasto, stendetelo bene nella padella e fate cuocere a fuoco lento. Rispetto alle crêpes "normali" quelle di grano saraceno impiegano più tempo a cuocere, circa 4 minuti ciascuna in tutto. Arrivati a metà cottura girate la crêpe.

Quando sono pronte inserite il ripieno che avete scelto e rimettete poco tempo sul fuoco (se è previsto del formaggio questo lo farà fondere la punto giusto).

Preparare questo piatto è gratificante per me,  perché trovo che la farina di grano saraceno abbia un profumo meraviglioso e la sua consistenza sabbiosa mi ricorda quando da bambina al mare giocavo a cucinare con la sabbia! Sono sicura che piacerà anche a voi.

venerdì 8 febbraio 2013

queste sono soddisfazioni!

Non so come sono riuscita a non dire niente fino ad ora, ma non potevo assolutamente rovinare la sorpresa!
Ormai però è fatta e posso vuotare il sacco.

Questa mia piccola paginetta ha partecipato alla creazione di un bellissimo progetto, frutto del lavoro instancabile di un bel po' di food blogger  e soprattutto di Ricette 2.0, comunità e motore di ricerca culinario di cui sono onoratissima di far parte!
Il risultato è Diamo del Tu ai Fornelli, un ebook che troverete nei principali ebook store. Non un semplice libro di ricette ma quasi una raccolta di storie di cibo e molto altro.
Per saperne di più andate a dare un'occhiata su www.diamodeltuaifornelli.it e poi precipitatevi ad acquistare l'ebook, mi raccomando!!!!!
E chissà che prima o poi non possa diventare anche un libro di carta da conservare gelosamente in cucina, io ci spero!

mercoledì 6 febbraio 2013

nuovo look!

Dopo due anni ho finalmente deciso di modificare un po' l'aspetto del mio piccolo blog cambiando l'immagine di sfondo. Quella che si vede adesso è davvero la cucina di Lucia, nel senso che è una fotografia dell'armadio che, nella mia cucina, contiene libri e spezie, sintesi perfetta delle mie passioni, e di questo blog.

sabato 2 febbraio 2013

La débâcle dei tortelli di zucca

Era da tempo che avevo un'enorme zucca che mi supplicava di essere utilizzata, così ho preso coraggio e ho deciso di preparare i tortelli di zucca.
Già dal titolo dovrebbe essere chiaro che non posterò alcuna ricetta, e che cercherò di riconoscere tutti gli innumerevoli errori che ho commesso e che mi hanno portata alla sconfitta finale.
Ho preso la zucca, l'ho tagliata a pezzi e l'ho messa in forno. Ho fatto raffreddare, tolto la buccia e frullato la polpa. Primo errore! Sarebbe stato molto meglio schiacciarla, perché il composto finale sarebbe stato meno acquoso.
A questo punto ho aggiunto amaretti, parmigiano, mostarda, pan e noce moscata, mescolato e lasciato riposare.
A questo punto ho preparato una tonnellata di pasta all'uovo, perché il ripieno era parecchio. Ho lasciato riposare anche questa e poi l'ho stesa sottile. Secondo errore! Troppo sottile, poi capirete perché.
Poi ho composto i tortelli (dei ravioli in verità) e li ho pazientemente adagiati su uno strofinaccio infarinato ben separati perché si asciugassero.
Dopo un po' li ho girati uno per uno così da farli asciugare meglio da tutti i lati.
I tortelli però li volevo conservare per il giorno dopo. E ormai avrete capito il casino che ho combinato.
Sono andata su internet a cercare qualche consiglio per la conservazione dei tortelli di zucca. Terzo errore! Non credere a tutto quello che trovi su internet! Certo, mi rendo conto che scriverlo in un blog è paradossale, ma tant'è.
Mi sono fidata e ho sistemato i tortelli in una vaschetta su più strati (sento già le vostre critiche levarsi in coro ma ormai il danno è fatto e lo so anch'io adesso che non avrei dovuto fare così) separati da carta argentata, ho messo in frigo fino al giorno dopo.
Lo spettacolo che mi si è presentato davanti era  una poltiglia di pasta e ripieno spiaccicata sui fogli di alluminio. Un disastro.
Mi veniva da piangere per tutto il lavoro e il tempo perso e per dover buttar via tutto quel cibo.
L'unica nota positiva è che alla fine ho preso coraggio e ho trovato un modo per rendere quel disastro almeno commestibile.
Ho raschiato via dall'alluminio quello che potevo, messo in una ciotola con un bel po' di parmigiano e besciamella, poi ho versato in una pirofila e messo in forno.
Non sarà un piatto raffinato e non lo preparerei di mia spontanea volontà, ma per lo meno non ho buttato tutto....
Sbagliando si impara, mi insegnavano da bambina, e quindi la prossima volta agirò di conseguenza!