lunedì 10 febbraio 2014

Il Talismano della felicità vs il Cucchiaio d'argento

Questo port racconta una battaglia tra libri. Una contrapposizione tra tradizioni, modi e tempi diversi tra loro.

Mio marito sostiene che i cuochi dilettanti, o meglio tutti coloro che si dilettano almeno un po' in cucina, siano divisi in due categorie: quelli che seguono il Cucchiaio d'argento e quelli che si affidano al buon vecchio Talismano della Felicità.

Io mi sento autorizzata a scrivere di questa diatriba poiché sono passata nel tempo dalla prima categoria alla seconda. E nel fare qualche piccola ricetta per scrivere questo post ho anche scoperto che i due libri sono storicamente collegati tra loro.

Fin da quando ero piccola in casa il libro di riferimento per le ricette, quello che si consultava per avere nuove idee ma anche per imparare le ricette più elementari era il Cucchiaio d'argento. Pubblicato per la prima volta nel 1950 è stato ristampato un'infinità di volte, e oggi ha perfino una sua versione web.
Le ricette vengono aggiornate per stare al passo con i tempi praticamente in ogni edizione.

Copertina del 1997 di Tullio Peircoli
Il Talismano invece è del 1925, ed è considerato il primo manuale di cucina italiano rivolto alle giovani spose. Il suo successo è legato a diversi fattori: ricette ben dettagliate, l'uso di terminologie comuni e di facile comprensione e un prezzo relativamente contenuto.
In casa ne conserviamo una copia, consultatissima, appartenuta alla nonna di mio marito. Confesso che quelle pagine logore sono le prime alle quali ricorro se quello che cerco è la ricetta di un classico. Ho provato per esempio ad utilizzarlo per il pan di spagna, il primo che io abbia mai fatto tra l'altro, e il risultato è stato perfetto.
Mi piace in particolare per lo stile colloquiale, mi sembra quasi di chiedere consiglio a una vecchia zia.

Il Cucchiaio d'argento viene ideato e prodotto dall'editoriale Domus nel 1950, ed è frutto del lavoro di un'intera redazione, e non di una sola persona, come nel caso di Ada Boni per il Talismano della felicità. L'editore infatti, durante la guerra, aveva ottenuto i diritti per la pubblicazione del Talismano nelle regioni del Nord Italia.
Dopo la guerra però non poté fare lo stesso con le regioni del Sud a quanto pare per una richiesta eccessiva di prezzo sui diritti. Decise dunque di pubblicare il Cucchiaio d'argento, che ebbe subito grande successo.
Le sue edizioni si dimostrarono attente anche alla veste grafica, cosa naturale poiché si trattava di un editore che si occupava principalmente di arte e di design, e le copertine furono curate anche da Bruno Munari e da Tullio Pericoli.

E voi, da che parte state?

Ada Boni, Il Talismano della Felicità, casa editrice Colombo 1929.
Il Cucchiaio d'argento, editoriale Domus 1950.

4 commenti:

  1. ciao...seguo il tuo blog gia da un bel po...io sono l amministratrice del blog:
    http://cottoespazzolato.blogspot.it/
    da poco ho dovuto cambiare l url al blog quindi sicuramente non riceverai i miei post nella bacheca...se ti fa piacere riceverli cancellati dal mio sito e riiscriverti...per cancellarti basta che vai sul riquadro dei miei lettori fissi e accedi al mio blog con il tuo username e password...poi sempre dal riquadro dei miei lettori fissi clicchi su la freccia vicini opzioni,poi su impostazioni sito e poi su "non seguire questo blog". dopo di che ti dovresti riiscriverti al mio blog...ne sarei molto onorata...grazie mille...

    RispondiElimina
  2. Sono al mio 3 °libro del Talismano della felicità e ho 62 anni. . Il 1° l'ho "divorato !Non è proprio letteralmente così . Poteva esserelo, però, pieno com'era di ogni cosa :.dalle uova ,allo zucchero, alla farina, al cacao" ,al grano della pastiera.... .e macchie macchie ... su tante pagine, La prima pagina a subire questa sorte fu quella della ricetta della Bilboul" (ricordate?) Poi, mia cognata, mossa a pietà, me ne regalò un'altra copia . Ancora la uso .Ma ne ho comprato un'altra anch'io, finalmente ed è in bella mostra nella mia libreria .Il fratello è in cucina,.al suo posto . E come farei sennò....

    RispondiElimina
  3. Stefania, come ti capisco! Il mio talismano è ormai in condizioni pietose. A guardarlo da fuori non si capisce nemmeno di che libro si tratti: pagine staccate, macchie, piegature. Eppure mi piace anche per quello. Ogni segno di usura è la testimonianza di quanto sia stato utile ed apprezzato.

    RispondiElimina