lunedì 28 luglio 2014

L'aperitivo della (mia) estate

Per prima cosa devo dire questo: grazie Silvia! La mia amica e inesauribile fonte di suggerimenti culinari, una sera in cui abbiamo fatto una gara, seriamente, per riconoscere tra tante cedrate la mitica Tassoni, mi ha rivelato questa novità. Per me, almeno, è una novità. Tassoni e Aperol sono l'aperitivo di questa mia estate.
Partiamo col dire che l'unica cedrata è la Tassoni, le imitazioni sono un'altra cosa (l'unica che si avvicina all'originale è l'ultima novità della Schweppes).
La sua dolcezza e quel gusto sempre uguale da ben più di cento anni si sposa alla perfezione con il sapore un po' amaro dell'Aperol. Le proporzioni fatele voi, a seconda che preferiate il dolce oppure l'amaro. Aggiungete del ghiaccio e, se l'avete (anche se non è stagione, chiariamo subito) una fettina d'arancia.

venerdì 18 luglio 2014

Filetto di maiale alle erbe di Provenza

filetto maiale erbe di provenzaQuella di oggi è una variante del mio filetto morbidissimo alla senape. Secondo me batte perfino l'originale!
Il procedimento è davvero semplicissimo.
Riscaldate il forno a 240°C.
Mescolate in una ciotola un cucchiaio di miele, uno abbondante di olio extravergine di oliva, uno (anche questo abbondante) di erbe di Provenza, una spolverata di pepe di Sichuan, se l'avete (altrimenti pepe normale), un paio di cucchiaini di senape. Se avete della senape particolare (io ne avevo una alle noci) usatela, darà una nota ancora più interessante al piatto.
Prendete un filetto di maiale, asciugatelo bene con la carta assorbente e spennellatelo su tutti i lati con il composto che avete preparato. Spolverate poi con il sale (se avete il fior di sale ancora meglio).
Infornate per 10 minuti girandolo dopo metà del tempo, poi aprite lo sportello del forno e fate scendere la temperatura fino a 60°C. Arrivati a temperatura richiudete lo sportello e lasciate andare per un'oretta.

domenica 13 luglio 2014

Il genio del gusto

Non è il primo libro ad occuparsi della storia gastronomica italiana, e non sarà nemmeno l'ultimo. E non è nemmeno il promo del genere di cui scrivo in questo mio piccolo blog. Però posso affermare con certezza che, tra quelli che mi sono passati per le mani, è il più godibile dei racconti.
Non si limita a riempire le pagine di date e nomi, ma attraverso aneddoti raccontati in maniera spesso anche molto ironica traccia una storia variegata del gusto in questo nostro paese. Tra il serio e il faceto ci accompagna dalla taverna Le tre rane di Sandro (Botticelli) e Leonardo (Da Vinci)  fino agli spaghetti con polpette liofilizzati che gli astronauti si portarono sulla luna con l'Apollo 11.
Traccia paralleli con l'arte futurista e con il cinema di casa nostra, e senza accorgercene abbiamo fatto un lungo viaggio non solo nei sapori ma anche nella storia italiana degli ultimi mille anni.
Ma il merito più grande è  quello di farti venir voglia di saperne di più anche a proposito di argomenti che magari sono solo accennati.
Per darvi un'idea di quello che ci troverete (e farvi venir senza dubbio voglia di leggerlo) eccovi qui di seguito il sommario. Non vi resta che approfondire.
997: l'anno della pizza
1004: l'anno della forchetta
1154: l'anno degli spaghetti
1279: l'anno dei maccheroni
1402: l'anno dell'insalata
1545: l'anno del prosciutto
1564: l'anno del panettone e del pandoro
1565: l'anno della polenta
1570: l'anno della mozzarella
1573: l'anno del caffè
1652: l'anno del prosecco
1747: l'anno dell'aceto balsamico
1874: l'anno del barolo
1963: l'anno del carpaccio
1964: l'anno della Nutella
1979: l'anno dello spritz

Alessandro Marzo Magno, Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo, Garzanti 2014.

mercoledì 2 luglio 2014

La cucina "moderna"

La mia vacanza a New York non mi ha solo portata in giro per ristoranti e librerie.
Girovagando nelle affollatissime sale del MoMA mi sono imbattuta nell'esposizione di una cucina proveniente dall'Unité d'Habitation di Le Corbusier a Marsiglia. Questa è una di quelle cose che coniugano la mia passione per la cucina con la mia formazione alla Facoltà di Architettura e ho colto al volo l'occasione per approfondire l'argomento.
La cucina è arrivata al MoMA solo un paio d'anni fa, e dopo aver subito un accurato restauro, è stata esposta come esempio di arredamento del dopoguerra.
Progettata da Charlotte Perriand insieme allo stesso Le Corbusier nel 1952, la cucina fa parte della "macchina per abitare" che è l'edificio stesso secondo l'architetto svizzero, in cui ogni cosa è progettata per essere funzionale nella maniera più efficiente possibile.
Prima ancora, nel 1925, la cosiddetta Cucina Francoforte, progettata per degli alloggi popolari, aveva aperto la strada agli spazi funzionali ed ergonomici nelle case: le dimensioni erano ridotte in parte, banalmente, perché  ridotte erano le dimensioni degli alloggi, e in parte per ridurre al minimo gli spostamenti  della casalinga nello spazio domestico.
È utile ogni tanto pensare che le nostre cucine di oggi sono fatte in questo modo, tutte funzionalmente simili tra loro, perché qualcuno, ad un certo punto nella storia, ha cercato di renderci le cose più facili, e per farlo ha studiato attentamente le nostre abitudini e i nostri gesti quotidiani.
Va comunque sottolineato che mentre alcuni concetti sono stati ormai universalmente adottati (il forno incorporato nel mobilio, l'altezza adeguata dei pensili, lo scolapiatti raggiungibile dal lavello), queste soluzioni non sono state completamente apprezzate, dal momento che la casalinga veniva praticamente segregata in questi piccoli spazi.
Ed è facile notare come oggi si stia tornando ad alcune delle abitudini precedenti, e la cucina sia tornata ad essere, per posizione e dimensioni, il centro della casa.

http://arredarecasa-blog.it/design/9672/la-cucina-di-francoforte-per-arredare-lispirandosi/
http://www.moma.org/explore/inside_out/2013/01/07/le-corbusier-kitchen-conservation-dismantle-reconstruct-and-conserve